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November 06 Videogame: focus on...nikopol
Lo scenario è una Parigi alla George Orwell's 1984 o, se preferite, alla Blade Runner. La nostra avventura inizia. Immediatamente ti ritrovi catapultato in questo inquietante universo, braccato da viscide creature, divinia' egizie e improbabili personaggi (pochissimi) senza sapere il perchè. Si ha decisamente una sensazione di smarrimento, della serie: ma cosa sto facendoe perchè?. Il gioco, nasce da una trilogioa di fumetti ( Nikopol, appunto, di Enki Bilal) e un film ( "Immortal ad vitam" dello stesso Bilal) rimasto quasi invisibile in italia, stando così la faccenda è immediatamente compresibile che il gioco fosse destinato al pubblico del fumetto e del film, gli altri? Nulla. Infatti per me, estraneo al fumetto e al lungometraggio, è stata un'impresa quasi impossibile lasciarmi coinvolgere dalla realta' del gioco a me totalmente estranea. Il gioco si salva in parte con grafica ( ottima) e audio (buono, ma pessimo il doppiaggio). La grafica, c'era d'aspettarselo, impeccabile, l'audio buono ( non esageriamo); ma il doppiaggio e' a dir poco aberrante: il personaggio principale e' interpretato in un modo forzatissimo, estramamente convinto: non parla, ma spara sentenze a raffica ( una è per esempio la paradossale "scordatelo" quando provi a fargli compiere un'azione; "scordatelo"? cioe' lui sa che lo sto comandando?). Le voci degli altri personaggi sembrano addirittura essere state create con programmi di sintetizzazione vocale, per quanto sono distorte e terribilmente orecchiabili. Tornando velocemente sulla grafica, da notare, le, brevi ma ottime, cut-scenes, realizzate alla fumetto. Non si può negare che il gioco non sia coinvolgente, ma cavolate quali insensate "action-scene" ( per esempio quando la flaccidosa creatura tenta d'arrestari) nelle quali PER FORZA si muore, risolvendole solo dopo 3\4 tentativi. Non riesco proprio a capire la neccisita' di queste scene: ti obbligano a ripetere all'infinito diverse azioni e a subire i classici cliche da videogames quali per esempio, la classica schermata rossa con "AAHAHAHH". Dove sta la necessita' di queste scene? Per non parlare poi dello scenario pervaso d'angoscia e inquietudine presente ormai in ogni aventura grafica. Eh Basta! Per quanto riguarda i vari enigmi nuova lacuna: se ne salvano pochissimi, gli altri sono il massimo della semplicita' e della banalita' ( per esmpio come raccogliere le chiavi dalla parte opposta della porta, CLASSICO. Ricordate "post mortem"? stessa roba!) La longevita' del gioco è a dir poco ridicola. La giocabilita' in confronto è alquanto soddisfacente: essenziale, menù originale, inventario intuitivo e cursori ben funzionanti ( ricordate la tragedia cursori in "Paradise"?). Facciamo un riassunto...
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