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    November 07

    Video: un uomo da amare

    Travaglio, annozero 6\11\08

    America v.s. Italia

    Introduzione di "Annozero" del 6 novembre, con Marco Travaglio: meraviglioso; da vedere da l'inizio alla fine.

     

     

    Lascio a voi i commenti...

    L'unica cosa, tornando brevemente sulle elezioni americane, mi volevo complimentare con Mc. Cain per la sua dignitosa uscita di scena; scene che in Italia non vedremo mai. La diplomazia, come la cavalleria, è morta.

    November 06

    Videogame: focus on...

    nikopol

    2470-nikopol-secrets-of-the-immortals Ultima fatica della "White birds", Nikopol riesce a farsi notare solo a causa di quanto sia triste il panorama delle avventure grafiche in questo momento; possiamo definire questo punta-e-clicca "il male minore".

    Lo scenario è una Parigi alla George Orwell's 1984 o, se preferite, alla Blade Runner.

    La nostra avventura inizia. Immediatamente ti ritrovi catapultato in questo inquietante universo, braccato da viscide creature, divinia' egizie e improbabili personaggi (pochissimi) senza sapere il perchè. Si ha decisamente una sensazione di smarrimento, della serie: ma cosa sto facendoe perchè?. Il gioco, nasce da una trilogioa di fumetti ( Nikopol, appunto, di Enki Bilal) e un film ( "Immortal ad vitam" dello stesso Bilal) rimasto quasi invisibile in italia, stando così la faccenda è immediatamente compresibile  che il gioco fosse destinato al pubblico del fumetto e del film, gli altri? Nulla. Infatti per me, estraneo al fumetto e al lungometraggio, è stata un'impresa quasi impossibile lasciarmi coinvolgere dalla realta' del gioco a me totalmente estranea.

    Il gioco si salva in parte con grafica ( ottima) e audio (buono, ma pessimo il doppiaggio). La grafica, c'era d'aspettarselo, impeccabile, l'audio buono ( non esageriamo); ma il doppiaggio e' a dir poco aberrante: il personaggio principale e' interpretato in un modo forzatissimo, estramamente convinto: non parla, ma spara sentenze a raffica ( una è per esempio la paradossale "scordatelo" quando provi a fargli compiere un'azione; "scordatelo"? cioe' lui sa che lo sto comandando?). Le voci degli altri personaggi sembrano addirittura essere state create con programmi di sintetizzazione vocale, per quanto sono distorte e terribilmente orecchiabili. Tornando velocemente sulla grafica, da notare, le, brevi ma ottime, cut-scenes, realizzate alla fumetto.

    Non si può  negare che il gioco non sia coinvolgente, ma cavolate quali insensate "action-scene" ( per esempio quando la flaccidosa creatura tenta d'arrestari) nelle quali PER FORZA si muore, risolvendole solo dopo 3\4 tentativi. Non riesco proprio a capire la neccisita' di queste scene: ti obbligano a ripetere all'infinito diverse azioni e a subire i classici cliche da videogames quali per esempio, la classica schermata rossa con "AAHAHAHH". Dove sta la necessita' di queste scene? Per non parlare poi dello scenario pervaso d'angoscia e inquietudine presente ormai in ogni aventura grafica. Eh Basta!

    Per quanto riguarda i vari enigmi nuova lacuna: se ne salvano pochissimi, gli altri sono il massimo della semplicita' e della banalita' ( per esmpio come raccogliere le chiavi dalla parte opposta della porta, CLASSICO. Ricordate "post mortem"? stessa roba!)

    La longevita' del gioco è a dir poco ridicola.

    La giocabilita' in confronto è alquanto soddisfacente: essenziale, menù originale, inventario intuitivo e cursori ben funzionanti ( ricordate la tragedia cursori in "Paradise"?).

    Facciamo un riassunto...

    PRO

    CONTRO

    • Grafica
    • Audio
    • Giocabilità
    • ALCUNI engmi divertenti e ben fatti
    • Scarso coinvogimento
    • Storia vacillante in numerosi punti
    • Azioni insensate
    • Action-scene senza alcun senso
    • Doppiaggio
    • Longevità
    • Pochissimi personaggi

    mi fermo qua per non infierire troppo!

    November 05

    ...and the winner is??

    e Barack ce l'ha fa...

    Dopo una lunga notte, per noi europei, di grandi tensioni, finalmente si sa chi è il nuovo presidente degli stati uniti: Barack Obama.

    Ecco il discorso del neo-presidente fatto a Chicago dopo la lieta notizia:

    Buonasera Chicago! Se c’è ancora qualcuno là fuori che dubita del fatto che l’America sia il posto dove tutto è possibile, che ancora si chiede se il sogno dei nostri Padri sia vivo oggi, che ancora si interroga sul potere della nostra democrazia, stasera ecco la risposta. E’ la risposta che hanno dato le file davanti le scuole e le chiese, mai così lunghe nella storia di questo paese, fatte da gente che ha atteso tre ore, quattro ore, molti per la prima volta nella loro vita, perché credevano che questa volta poteva essere diverso, e che la loro voce poteva essere quella differenza. E’ la risposta data da giovani e vecchi, ricchi e poveri, Democratici e Repubblicani, neri, bianchi, ispanici, asiatici, nativi americani, gay, etero, disabili e non disabili. Americani, che hanno inviato al mondo il messaggio che noi non siamo mai stati solo un insieme di individui o un insieme di stati rossi e stati blu.

    Noi siamo, e sempre saremo, gli Stati Uniti d’America.

    E’ la risposta che ha guidato tutti coloro ai quali per lungo tempo e da molti è stato detto: siate scettici, abbiate dubbio e paura, riguardo a quello potrà succedere! ...e li ha guidati a mettere le proprie mani sul cammino della storia per dirigerlo ancora una volta verso la speranza di un giorno migliore.

    C’è voluto molto tempo, ma stasera, grazie a quello che abbiamo fatto in questa giornata, in questa elezione, in questo specifico momento, oggi il cambiamento è in America.

    Poco prima, in serata, ho ricevuto una chiamata di straordinaria cortesia dal Senatore Mc. Cain.

    Il Sen. Mc Cain si è battuto a lungo e con tenacia in questa campagna. E ha combattuto ancora più a lungo e con tenacia per il Paese che ama. Ha sostenuto per l’America sacrifici che molti di noi non potrebbero nemmeno immaginare. Siamo grati per il servizio reso all’America da questo leader audace e coraggioso.

    Mi congratulo con lui. Mi congratulo con il Governatore Palin per ciò che sono riusciti a realizzare. E sono impaziente di lavorare con loro per rinnovare la promessa di questo Paese, nei mesi che verranno.

    Voglio ringraziare il mio compagno di viaggio, un uomo che ha fatto una campagna elettorale di cuore, che ha parlato in nome degli uomini e delle donne coi quali è cresciuto per le strade di Scranton e coi quali torna in treno a casa, in Delaware: il vice presidente eletto degli Stati Uniti, Joe Biden.

    E non sarei qui stanotte se non fosse stato per il sostegno incessante del migliore amico dei miei ultimi 16 anni, pilastro della nostra famiglia, amore della mia vita, la First Lady Michelle Obama.

    Sasha e Malia: vi amo più di ciò che possiate immaginare; vi siete meritate il nuovo cucciolo che verrà con noi alla Casa Bianca.

    E anche se non è più con noi, io so che mia nonna ci sta guardando, come ci guarda la famiglia grazie alla quale io sono ciò che sono. Mi mancano, stasera, e so che il debito che ho nei loro confronti è incommensurabile!

    A mia sorella Maya, a mia sorella Alma, a tutti i miei fratelli e le mie sorelle: grazie per il sostegno che mi avete dato. Vi sono grato.

    Al responsabile del mio staff elettorale, David Plouffe, taciuto eroe di questa campagna, che ha realizzato la migliore, la migliore campagna politica, penso, della storia degli Stati Uniti d’America!

    Al mio capo stratega, David Axelrod che è stato mio partner in ogni passo del cammino percorso.

    Alla migliore squadra elettorale mai messa assieme nella storia politica: a voi tutto ciò è dovuto, e vi sarò per sempre grato per quello che avete sacrificato per realizzarlo.

    Ma al di sopra di tutto, non dimenticherò mai coloro ai quali realmente appartiene questa vittoria. Appartiene a voi! Appartiene a voi!

    Non sono mai stato un candidato favorito per questa carica. Non abbiamo mai avuto né molto denaro né molto consenso. La nostra campagna non è stata ordita nelle stanze di Washington. È cominciata nei cortili di Des Moines, nei soggiorni di Concord, sotto i portici di Charleston. E’ stata fatta da uomini e donne che hanno dato quel poco che avevano da dare: 5 o 10 o 20 dollari per la causa.

    Ha tratto la propria forza da quei giovani che hanno respinto il mito di una generazione apatica e hanno lasciato le proprie case e le proprie famiglie per lavori che offrivano pochi soldi e ancor meno riposo. Ha preso la propria energia da quei meno giovani che hanno sfidato il freddo gelido e il caldo bruciante per bussare alle porte di perfetti sconosciuti, e dai milioni di americani che hanno prestato la propria opera volontaria e lavorato e provato che, più di due secoli dopo, il governo delle persone, dalle persone e per le persone non è stato inghiottito dalla Terra.

    Questa è la vostra vittoria!

    E io so che non avete fatto tutto ciò che avete fatto per vincere un’elezione. E so che non l’avete fatto per me.

    Lo avete fatto perché capite l’enormità del compito che abbiamo davanti. Perché anche se stanotte stiamo festeggiando, sappiamo bene che le sfide che ci attendono domani saranno le più importanti della nostra vita: due guerre, un pianeta in pericolo, la peggiore crisi finanziaria del secolo.

    Anche se stanotte siamo qui, sappiamo che ci sono dei coraggiosi americani che si stanno svegliando nei deserti dell’Iraq e nelle montagne dell’Afghanistan per rischiare le proprie vite per noi.

    Che ci sono madri e padri che resteranno svegli dopo che i loro bambini si saranno addormentati e si chiederanno come faranno con l’ipoteca o a pagare il conto del medico o a risparmiare abbastanza per l’università dei loro figli.

    Ci sono nuove energie da imbrigliare, nuovi posti di lavoro da creare, nuove scuole da costruire, minacce da fronteggiare, alleanze da ricostruire.

    La strada che abbiamo davanti è lunga. La salita è ripida. Potremmo non arrivarci in un anno e nemmeno in un mandato. Ma, America, non ho mai auto tanta speranza quanta ne ho stasera sul fatto che ci arriveremo! Io vi prometto che noi ci arriveremo!

    Ci saranno ostacoli e false partenze. Molti non concorderanno con tutto ciò che deciderò o con le mie politiche da Presidente. E sappiamo che il governo non può risolvere ogni problema.

    Ma sarò sempre onesto con voi riguardo alle sfide che dovremo affrontare. Vi ascolterò, soprattutto quando non sarete d’accordo. E, sopra ogni cosa, vi chiederò di partecipare alla ricostruzione di questa nazione, nell’unico modo in cui l’America è stata fatta per 221 anni - - edificio per edificio, mattone per mattone, mano callosa per mano callosa.

    Ciò che è cominciato 21 mesi fa nel cuore dell’inverno non può terminare in questa notte d’autunno.

    Questa vittoria da sola non è il cambiamento che vogliamo. E’ solo l’opportunità di realizzare quel cambiamento. E ciò non può accadere se ritorniamo indietro al modo in cui le cose erano.

    Non può accadere senza di voi, senza un nuovo spirito di servizio, un nuovo spirito di sacrificio.

    Dunque facciamo appello ad un nuovo spirito di patriottismo e di responsabilità, per cui ognuno di noi si rimbocchi le maniche e lavori duramente e si prenda cura non solo di sé stesso ma anche degli altri.

    Ricordiamoci che se la crisi finanziaria ci ha insegnato qualcosa è che non possiamo avere un Wall Street ricco e un "Main Street" (n.d.t inteso nel senso del popolo, della gente comune) in sofferenza.

    In questo paese, nasciamo e moriamo come Una Nazione, Un Popolo. Non cediamo alla tentazione di ricadere nella faziosità, nella chiusura mentale e nell’immaturità che ha avvelenato la nostra politica così a lungo.

    Ricordiamoci che è stato un uomo originario di questo stato a portare per primo lo stendardo del Partito Repubblicano alla Casa Bianca, un partito fondato sui valori dell’autostima, della libertà individuale e dell’unità nazionale.

    Quei valori sono valori che tutti noi condividiamo. E mentre il Partito Democratico vince un’importante elezione stanotte, noi lo facciamo con una dose di umiltà e determinazione a sanare le divisioni che hanno ostacolato il nostro progresso.

    Come disse Lincoln di fronte ad una nazione ben più lacerata della nostra, noi non siamo nemici ma amici. Anche se le nostre passioni possono averci infiammato, non devono rompersi i nostri legami di affetto.

    E per quegli americani il cui sostegno non ho ancora guadagnato: posso non aver vinto il vostro voto stanotte, ma sento le vostre voci, ho bisogno del vostro aiuto. E sarò anche il vostro Presidente.

    E per tutti coloro che stanotte ci guardano al di là delle nostre sponde, da palazzi e parlamenti, per coloro radunati attorno alle radio negli angoli dimenticati del mondo: le nostre storie sono differenti, ma il nostro destino è comune, ed una nuova alba per una leadership americana è a portata di mano.

    Wow...

    November 04

    Riflessioni semiserie

    La pioggia

    Odio la pioggia. Cade giù, leggera o pesante che sia, fregandosene di tutto e tutti. Non sai che fare, non hai controllo, nemmeno Giuliacci ce l'ha, non ti resta che rimaner lì a vederla cader giù. Parliamo di tutti i problemi che poi porta: freddo  e immancabilmente la magica rottura del tuo ombrello, ritrovandoti poi ripudiato da tua madre quando al rientro in casa sei zuppo dalla testa ai piedi, proprio mentre nelle tue scarpe stanno già inaugurando la succursale dell'acqurio di Genova. Poi vediamo, il traffico, diventa una cosa insostenibile... Non ho ancora accettato il fatto che quando piove debba arrivare a casa alle tre un quarto rispetto al solite 2 e mezzo; le conseguenze?

    1. perdo i Simpson
    2. devo passare almeno un'ora in un percorso di tappeti, tappetini, ciabatte, asciugacapelli, pigiami prefissato dettagliatamente dall'arrabbiatissima mamma, che al primo sbuffo è già pronta a esiliarti gocciolante sul pianerottolo di casa.

    Questi sono solo alcuni dei problemi, effettivamente i più frivoli, ma pensiamo seriamente a quanto una giornata d'acqua e di buio totale influisca su di noi; arrivi a casa, dopo lavoro o scuola e l'oscurità regna già, è praticamente già notte, immaginiamoci a quel punto quanto la nostra voglia di vivere spumeggi briosa alla previsione di una triste, buia e fredda giornata costretto tra le strette mura domestiche, ammesso e non concesso che tu sia stato in grado di superare il percorso asciugante di mamma.

    November 03

    Pomeriggio a teatro

    Passaggio in India

    Premettendo che la mia conoscenza in materia di "teaatro di prosa" è alquanto lacunosa, le mie esperienze in questo campo si possono contare sulle dita di una mano, anzi su un dito solo, mi scuso per eventuali castronerie che potrei lasciarmi sfuggire.

    "Passaggio in India", tratto dal romanzo di E.M. Forster, racconta le vicende di alcuni coloni inglesi immersi nel mondo e nella cultura indiana. Ma quando il dottor Aziz porta alcuni suoi "amici" coloni a visitare delle grotte succede l'inimmaginabile. Improvvisamente miss Quested scappa dalla grotta dove l'indiano l'aveva condotta. Immediatamente il dottor Aziz viene accusato di violenze sulla signorina Quested.

    La trama è facilmente riassumibile nei pochi righi "sopra", nonostante a questa si affiancano altri numerosi temi: uno per tutti, il, difficile, rapporto tra Inglesi e Indiani durante la colonizzazione.

    Durante la rappresentazione teatrale non si può comunque non provare un forte senso di smarrimento, soprattuto nella parte centrale della rappresentazione; infatti, come nel romanzo, non viene mai mostrato cosa awiene veramente nella grotta. Tutto viene lasciato all'immaginazione dello spettatore\lettore. Il tutto si fa ancora più complicato quando miss Quested inizia accusare danni subiti da una eco all'interno della grotta; il tema della eco è molto forte, ma rimane sospeso, senza spiegazioni precise.

    Per quanto riguarda più da vicino la rappresentazione teatrale, gli attori hanno dawero dato il meglio di loro stessi, la scenografia, sia pur essa molto essenziale, efficace e interessante e la regia attenta e ben realizzata. L'unica critica che mi sento di muovere riguarda la recitazione che spesso sembrava troppo convinta e un po' forzata. Tirando le somme la rappresentazione è di altissima qualità, anche se a volte riesce a scivolare in un umorismo veramente scontato e in alcuni brevi momenti decisamente "morti".

    November 02

    Lucca comics & games 2o08

    Episodio I

    "La rivalsa dei cloni"

    Come da infiniti anni a questa parte, nel cuore della città di Lucca, si svolge l'ormai famosissima mostra del fumetto, ovvero il "Lucca Comics e Games": tre giorni di full immersion nel mondo dei fumetti, del cinema e dei cartoni animati.

    Come ogni anno, la partecipazione a questo evento è mastodontica; Lucca era letteralmente satura di persone provenienti da ogni parte di Italia e del mondo.

    Immancabili i fantastici cosplay, che anno dopo anno sfoggiano costumi sempre più belli e caratteristici. Quest'anno, trai costumi, si poteva constatare una forte preponderanza di Jedy e Sith, come da decenni, "Star wars" regna sovrano. Infiniti poi costumi su anime e manga; come prevedibile i personaggi di "Death Note" hanno spopolato, soprattutto "L" onnipresente durante tutto il tempo della fiera-mercato. Parlando di "death note", il successo di quessto fumetto è stato talmente immenso da rendere praticamente impossibile l'accesso allo stand della "Panini" ( suo distributore in Italia) invaso da centaia di persone alla ricerca di arrettrati o delle ultime sfavillanti novità: il dvd dell' anime e lo speciale "numero 13".

    Tornando brevemente, sull'universo "star wars", un fatto, tanto bizzarro quanto inquietante, è decisamente degno di nota: una delle vie principali d'accesso alla fiera è situata dentro uno stretto passaggio nelle mura; il traffico umano era talmente congestionato che una poliziotta, visibilmente smarrita, a chiesto aiuto ad un plotone di "cloni imperiali" che hanno amministrato il traffico in modo certosino. La folla, o per paura o per ammirazione, sembrava seguire rigorosamente le indicazioni dei cloni a discapito dei suggerimenti della poliziotta.

    Come al solito, l'esperienza è dawero interessante, anche se spesso la folla è tale da non poter nemmeno awicinarsi ad alcuni banchi.

    Tutti gli appasionati di manga, anime, fumetti e cinema dovrebbero almeno una volta nella loro vita passare una stancante, dicendola tutta torni a casa distrutto, giornata a "Lucca comics & games".

    October 31

    Nuovo notebook nuovi problemi

    Le varie "fuffate" di Vista

    Dopo circa cinque anni ho pensato che fosse l'ora di congedare il mio stanco "fujitsu" e rinnovarmi.

    Nuovo Notebook, Acer Aspire 5930, pontentissimo!!

    L'unico problema? Vista!

    Avevo già avuto una breve esperienza col mio vecchio fujitsu che, poverino, mal sopprtava questo fuffologico sistema operativo. E' indicibile il numero di spazzatura che è installata nel sistema operativo.

    Dopo aver passato la prima ora d'attività a masterizzare dischi di ripristino ( troppa fatica inserirli direttamente nella confezioni), ho passato il resto della serata a disinstallare giga e giga di un campionario di programmi al limite più estremo dell'inutilità.

    Fosse solo questo il problema...

    Vogliamo parlare dello spostamento della cartella dell'utente? Avendo il disco partizionato ho optato per il classico C= programmi D= documenti... Spostare la cartella dell'utente è stata un'odissea inconclusa; adesso da qualunque punto acceda alla cartella ( in tutto tre) s'apre sempre tre cartelle diverse l'una dall'altra, da notare che queste cartelle dovrebbero essere IDENTICHE.

    Lasciando stare il sistema operativo ( come ha detto il caro Bill, vista lasciamolo stare lì in un angolo tanto nell 2010 esce "windows 7"), il notebook è fantastico, sono veramente soddisfatto. I programmi installati acer sono ottimi ( apparte le solite demo e tera e tera di giochini flash a metà) funzionali e utili...

    Ewiva!

     

    October 29

    Il ritorno alla realtà

    Come se niente fosse mai awenuto.

    Il traumatico ritorno alla normalita'

    D'altronde c'era d'aspettarselo; Lunedì durante l'illacrimata entrata nelle care e vecchie aule sembrava che la maggior parte delle menti degli alunni avesse subito la rimozione di qualunque ricordo o pensiero di quanto awenuto nei giorni precedenti. Come se niente fosse mai awenuto ognuno si è seduto al suo stretto banco, facendo calare un' implicito tabù su fatti e misfatti dei bei tempi passati. Nessuno sembrava ricordare chi o cosa combattessimo durante la turbolenta settimana precedente. Immancabili i commenti dei professori che nonostante la maggior parte tendessero al "oh avete fatto bene! non-dite-a-nessuno-che-ve-l'ho-detto!", non mancavano le voci fuori dal coro tipo "ormai è inutile" o "combattete una legge infragendone altre a corbellini"...

    Rassegnazione; nient'altro.

    Forse a questo punto conviene dawero riflettere su quanto le nostre mosse non siano state tese solo a saltare giorni di scuola...

    Nonostante ciò vada contro a tutto quel che penso a questo punto mi sembra doveroso dire che il preside, tralasciamo scatti d'ira e minacce, c'aveva decisamente visto giusto.

    Tristezza infinita.

     

    P.S.: I miei complimenti a coloro che stanno continuando a combattere per questa causa, questi si sentino TOTALMENTE esclusi dalle parole che ho speso sopra. Loro sono forti, convinti, e combattono per tutti noi; sono d'ammirare. Io ormai mi sono tirato fuori da queste "faccende"; me ne pento. Quasi mi vergogno.

    October 24

    Un cliche d'assemblea

    Maria, mancavi solo te...

    "Il ballo delle debuttanti", "poker mania" e "uomini e donne". Qualcuno ha in mente un'altra cazzata per rendere la nostra scuola ancora più ridicola?

    Nonostante me lo fosssi ripromesso, devo rivedere il mio fioretto. Non posso non essere critico.

    Oggi durante l'assemblea d'istituto e' stato vergognoso assistere alla demenza colletiva che ci pervade. I candidati che hanno presentato "i loro programmi elettorali" non sono riusciti a non sprofondare nel piu' completo decadimento. Partiamo da i due che sarebbero dovuti essere le colonne portanti dell'assemblea e dell'istituto: "l'animatore del campeggio Ciro" e "il regista". Questi due ragazzi del Cicognini solitamente riescono a infuocare le masse con arguzia, finezza e ironia. Oggi pero' non era prorpio il loro giorno; ambedue erano visibilmente distrutti, "l'animatore del campeggio Ciro" accusava "una crisi da palcoscenico" - sue parole testuali- mentre il regista sembrava lentamente scioglersi in una morsa di sonno o altro. Delusione 1.

    Nuovo candidato che per tutto il tempo a lui concesso, non ha fatto altro che criticare la presentazione di una candidata "rodarina". Scatta la lite ("uomini e donne"). Nonostante ammetto che una critica alla "rodarina" fosse doverosa (per ragioni delle quali poi parlero') quello non era assolutamente ne il luogo ne il momento adatto. Delusione 2.

    Una delle liste sulle quali riponevo parte della mia fiducia ( fatto salvo per un membro) non è stata nemmeno approvata causa ritardo nella presentazione al preside. Delusione 3.

    L'apice arriva con la presentazione di una delle liste del Rodari; una delle candidate afferma che proporra' attivita' pomeridiane quali tornei di briscola, scopa, poker ("poker mania") e, attenzione attenzione, perche' no un "ballo delle debuttanti" ("ballo delle debuttanti" - penso che ci eravate arrivati anche da soli XD -). Dopo questa proposta parte delle genti sono esplose in grasse risate, altre ( tutte donzelle) gia' si immaginavano come sarebbe stata la loro scesa dalle scale della scuola, altre ( io  e la mia classe) si sono alzate con "Corriere della sera" alla mano - grazie al professor Nespoli - pronte a pestare colei che aveva appena annunciato questa proposta. Delusione 4.

    Per il resto, oltre alle solite scene di conflitto a fuoco tra le due scuole, niente di piu'.

    October 23

    Potere e follia - Tales from Rodari

    il potere dà alla testa? Direi proprio di si...

    Breve elenco delle micidiali conseguenze che il "potere" ha portato in molti studenti del Rodari in questo ultimo periodo:

    • Mi sembra doveroso iniziare questo elenco con, niente popò di meno che, "il sobillatore del Buzzi" che dopo un primo applauso della folla era già convinto di poter imperare liberamente su qualunque cosa venisse tirata in ballo.
    • In seconda battuta, il penoso tentativo di alcuni ragazzi di IV di costringere gli studenti a non allontanarsi dal luogo della protesta ( il cortile della scuola - giorno 2). La loro barriera umana + l'atteggiamento strafottente + i fischi e urli ( della serie "ah maglia gialla... dove pensi d'andà?") credo che siano stati uno degli esempi più evidenti delle conseguenze che porta la convinzione di possedere un, se pur minimo, potere sugli altri.
    • Fondamentale sottolineare l'abuso che è stato fatto del microfono: chiunque prendesse in mano il "gelato" si sentiva obbligato a sparare sentenze su chiunque con il minimno del rispetto el massimo della cattiveria. La frase d'onore era "Dì la tua prevaricando chiunque altro". In questo caso bisogna dire che la Bardoni si sarebbe veramente meritata una statua in mezzo a "piazza Rodari" dopo aver minacciato di levare il microfono causa continui discorsi insensati.

    Infine parlando di potere non posso non far riferimento alle ragazze che hanno gestito queste giornate, a loro và tutta la mia ammirazione. Queste ragazze sono riuscite a non farsi stroncare dalla manna del potere, e hanno davvero reso la nostra protesta un qualcosa di vero e forte.

    October 22

    Il fattaccio - Tales from Rodari

    Proprio Quando tutto stava andando "bueno"

    Patti violati. Scuola violata. Dignità violata.

    Come al solito tutta la mia giornata si è svolta tra le mura scolastiche (7,30 - 2,30 \ 3,15 - 18,00) e, oggi più che mai, niente è davvero meritevole di nota, se non un fatto vergognoso e indecente. Alcuni muri del sotterranneo della scuola sono stati imbrattati da scritte fatte con le bombolette spray ( grazie a Elena per le foto). "Bueno" e "sfc" parole evdentemente senza senso, scritte solo per il gusto malato di trasgressione.

    IMGP1096 IMGP1097 

     

    Le scene che hanno seguito sono state delle peggiori: le urla di alcuni dei candidati alla rappresentanza e, apice degli apici, il controllo delle borse e degli zaini dei presenti. Pietoso tentativo di cercare un colpevole ( che ha mio parere, scusate lo "scaricabarile" ma, sarebbe da cercare dai "condomini" del Marconi) risoltosi come ovvio in un nonnulla.

    Ritendo inutile la ricerca di un "sospettato", sono stati aboliti i lavori per la costruzione rapida di una succursale dell' inquisizione spagnola ( gioco nuovamente con termini forti, perdono) e ci siamo dedicati ad una vera e propria pulizia.

    Una delle scritte è scomparsa sotto una nuova mano di vernice "fresca fresca d'Obi" ( a tal proposito ringraziamo "l'imbrattatore" per aver fatto una delle due scritte sulla parete bianca, almeno abbiamo potuto cancellar meglio) mentre la seconda purtroppo è solo leggermente sbiadita.

    October 21

    Estratti di follia quotidiana - Tales from "Rodari"

    Preside sgancia una "bomba mediatica". I ragazzi rispondono

    Eviterò il solito scialbo riassuntino, dato il fatto che ormai la maggior parte dei presenti all' autogestione si sono dedicati, come da quattro giorni a questa parte, solo a dibattiti al limite del civile con urla e gesti  alla "Uomini e donne" ( un brivido freddo mi percorre la schiena mentre scrivo queste parole). Questi elementi, a mio parere, non meritano più alcuna considerazione.

    Mi avrebbe fatto piacere condividere con voi scene da me riprese durante la mattinata, ma, purtroppo, mi è stato caldamente suggerito ( non avevo vie di scampo) di non pubblicare alcun video o immagine "catturata" durante la giornata. Il preside ieri ha infatti chiesto ad alcuni  fotografi  di evitare qualunque scatto ( comunque sul sito de "il Tirreno" sono presenti numerosi frame); ci tengo a precisare che qualunque immagine fosse stata da me pubblicata sarebbe stata IMMEDIATAMENTE eliminata se ci fossero state esplicite richieste, inoltre, la "mia linea politica" rispetta in parte alcune delle scelte attuate dal preside, credo che il mio contributo gli sarebbe stato utile. Ma, no foto, no video. Concludendo rapidamente questo inciso fotografico, ritengo sbagliatissimo comunque negare la libertà di scattare foto ( privacy e questioni legali apparte).

    La giornata è stata organizzata con zelo da alcune ragazze a cui va tutta la mia approvazione; l'autogestione, oltre alle  prime tre ore curriculari, si è evoluta in dibattiti, cineforum e gruppi di lavoro. Uno di questi gruppi di lavoro si è impegnato, durante la sessione pomeridiana dell'autogestione, nel scrivere una lettera al "Corriere della sera" e a "il Tirreno" sui quali sono apparsi articoli che possiamo definire diffamatori nei confronti della popolazione studentesca del istituto "Cicognini - Rodari". Questi articoli sottolineavano la preoccupazione del preside nel "consegnare" agli studenti le scuole che, secondo lui, sarebbero presto diventate "I Gigli" della droga pratese.

    Gli alunni si sono sentiti offesi da queste insinuazioni e hanno lavorato con molta attenzione ad una lettera tesa a riscattare il loro nome da tossici - scusate il termine un po' forte - a studenti con idelai e valori. Domani i gruppi concluderanno il loro lavoro, leggendo a tutti la lettera, e inviandola, il più presto possibile ai giornali che, da una settimana a questa parte, "sparano a zero" su qualunque nostra iniziativa.

    October 20

    Incursione nella "Rodari" pseudo-occupata

    Il preside tenta di domare la pantera lanciandole una carotina; la pantera però vuole solo carne

     

    Sembrava che la situazione avesse finalmente trovato la sua decisa soluzione: dalle 7,00 di stamane il Rodari sarebbe stato occupato fino a Giovedì 23 ottobre. Non è stato così.

    La scuola è rimasta in balia delle indecisioni di masse urlanti di piccoli studenti decisi solo ad occupare.

    Racconto, da fonti attendibili ( io stamani sono rimasto a casa indignato dalla pessima maniera in cui stava venendo gestita la  cosa) gli eventi principali della mattinata: nonostante l'appuntamento mattutino fosse stabilito alle sette, le solite masse urlanti non si sono fatte vedere prima delle otto. Non c'è stata una vera "breccia", ringrazio il "sobillatore del Buzzi" per il termine, il preside non ha lasciato l'edificio fino alle 18, rendendo dunque impossibile il tentativo d'occupazione. Il resto della mattinata si è sintetizzato in un climax di discussioni a vuoto e di cazzeggio infinito.

    Nel pomeriggio, decisomi a lasciare le mura domestiche ( cause: asprissima lite con la mia controparte materna e straboccante curiosità) mi precipito a scuola. La trovo semi-deserta. Delusissimo dalla mancanza di striscioni ( rimossi dal preside di "pirsona pirsonalmente") folle e clima festeggiante, mi appropinquo nell'edificio mentre nel silenzio più profondo, la vicepreside tentava, per la milionesima volta, di sensibilizzare le masse sulla proposta del preside.

    Il preside non ha, appunto, esitato a dire la sua scrivendo un avviso straordinario diretto  a tutti i genitori, studenti, docenti, personale ATA e, udite udite, autorità e stampa. In questo avviso il preside ricorda nuovamente agli studenti che stanno violando l'articolo 3 del DPR 249 del 24\06\1998, Statuto delle Studentesse e degli Studenti, che prescrive che gli studenti sono tenuti a frequentare assiduamente i corsi e ad assolvere agli impegni di studio; il preside inoltre afferma, di nuovo, la possibilità che l'anno scolastico venga invalidato causa la durata inferiore a 200 giorni.

    Come prevedibile, l'avviso non riesce a far presa sui ragazzi, decisi a dissentire su qualunque cosa il preside abbia da dire.

    Poche ore dopo, intorno alle 16, mentre nella scuola saranno stati presenti all'incirca una quarantina di studenti, il Dottor Nespoli consegna personalmente un nuovo avviso straordinario. Questo differisce dal precedente solo per l'aggiunta di 3 nuovi punti. In questi vengono ribadite le implicazione legali legate all'atto dell'occupazione, sottolineando l'aggravarsi della situazione nel caso che alcuni studenti fossero disposti a passare la notte tra le mura scolastiche. Ma, meravigliando tutti, il preside conclude l'avviso con tali parole

    "Se sarà accettata la mediazione di venire [...] a scuola per le prime tre ore, senza interrogazioni + assemblee autogestite fino alle 18, saranno salvaguardati i 6 giorni previsti per defunti, Pasuqa, Natale e Ceneri, saranno salvaguardati i viaggi d'istruzione [...] e nessun provvedimento disciplinare sarà adottato. [...]. Chi ha buona volontà deve dimostrarlo ora"

    Di fatto il preside, sentita nell'aria una nuova votazione volta a decidere definitavamente tra l' occupazione o la "3 + 4" ( l'autogestione che prevede le prime tre ore di lezione e le altre di assemblee autogestite ),come in una vera e propria campagna elettorale sfodera uno slogan vincente: "Chi ha buona volontà deve dimostrarlo ora". Alcuni, non si sà se dallo slogan o da altro, sembrano tornare alla ragione, ma sopratutto, sembrano  tornare a individuare la Gelmini come il nemico da combattere e non il preside. Nonostante questo dopo due votazioni, la prima invalidata per espliciti brogli ( vergogna, vergogna) la situazione rimaneva la solita: preside 0, occupazione 1.

    Si è deciso in seguito, dato il criticabile metodo di votazione ( molti dichiarando di inserire il voto per alcuni amici registravano numerosi voti contemporaneamente per la loro causa), di passare sopra anche alla seconda "chiamata alle urne", rimandando il tutto, come richiesto dal preside, ormai convinto di non aver più tregua, ad una decisiva votazione domattina alle otto. E' chiaro il fatto, fà intendere il preside, che qualunque sia il risultato delle votazioni, lui mai accetterà di sottoscrivere un'occupazione dell'istituto.

    Questo è quanto. Mah.

    October 19

    - E lei? - - Una pizza coi diti, grazie! -

    Perchè non farvi partecipi dei miei sogni e dei miei incubi?
     
    pizza coi diti
     
    Questo fotomontaggio (perdonate la pessima qualità )rappresenta in modo esemplare un'incubo che ho avuto qualche sera fà.
    Non era proprio definibile un incubo. L'incubo vero è stato ieri sera mangiare una pizza al "Keller" mentre in testa balenavano i distorti ricordi di questo sogno bizzarro.
    October 17

    il mio secondo blog (titolo banale?)

    Il Rodari dice "NO!"
    -seconda parte-
     
    Inevitabilmente occupazione.
     
    La giornata di oggi si è svolta sugli speranzosi e fruttuosi canoni del giorno di ieri, anche se come dalle nostre previsioni l'ignoranza ha iniziato ad avanzare a passi cavalli ( cito Aiazzi) tra la folla.
    Nessuno voleva sentire ragioni. "Cazzo s'occupa!"
     
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    Non c'era via di fuga ne mentale ne fisica dall'ottusaggine che come un morbo stava contagiando la maggior parte dei presenti.
    Badate bene che con via di fuga fisica, intendo il goffo e abbisalmente idiota tentativo di una delle quarte a COSTRINGERE gli alunni a non allontanarsi da il luogo della protesta; la cosa da dire è una sola " come sono venuto, come me ne vado. Ciao!"
     
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    "Il sobillatore del Buzzi" ha fatto il suo, non richiesto, dovere; sembrava stesse giocando una personale battaglia a "Risiko!" che ha concluso poggiando il suo "carrarmatino" sulla Rodari ormai conquistata.
     
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    Poi d'un tratto la luce in fondo al tunnel. I rappresentanti, parolona considerando che sono tutti candidati e basta, si ritirano per scegliere il dà farsi.
    Nuovamente "la luce" quando finalmente sembra che da Lunedì debba partire un'autogestione controllata e dettagliatamente programmata. I rappresentanti hanno così parlato alle masse.
    IMG_0124 -foto eliminata dopo esplicita richiesta dell'interessato-IMG_0126
     
    Ma l'unico grido che in forze si levava dalle masse era: "Occu-piamo-la! Occu-piamo-la!Occu-piamo-la!Occu-piamo-la!Occu-piamo-la!"
    Ogni tentativo era ormai vano.
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    - Un  grazie  di  cuore  a  tutti  quelli  che  hanno  commentato  il  mio  primo  blog... Mi  avete  fatto commuovere. Grazie! -

    _

    L'OCCUPAZIONE
    non serve a nessuno!
    October 16

    il mio primo blog ( titolo banale?)

    Il Rodari dice "NO!"
    Dopo anni di silenzio e canzonature pure noi ci siamo svegliati; non riuscendo comunque a cadere in un vergonognoso baratro d'ignoranza.
     
     
    Lo riuscivi a sentire. Si sentiva lontano chilometri e chilometri che qualcosa di inevitabile stava per accadere. E così è stato.
    Gli indizi erano ovunque; sceglietene uno voi: voci nei corridoi, voci sugli autobus, professori intimoriti che tentano, subliminalmente, di venirci incontro.
    Stamani, sin da quando sono salito sull'autobus, sapevo che le mie preoccupazioni per il compito d'inglese, l'interrogazione di storia e metodologia, sarebbero svanite ancora prima di concretizzarsi.
    La rivolta era iniziata.
    Mentre, insenstamente impaurito dalle stupide conseguenze in cui saremmo potuti andare incontro, guardavo come tutti noi studenti del liceo, apparte immancabili e decelebrati crumiri, stavamo collaborando costruttivamente ad un qualcosa di grande, ero felice e soddisfatto.
    Immancabilmente il mio tremendo pessimismo nei riguardi dei giovani d'oggi non ha tardato a mostrarmi come il tutto stasse degenerando in una inutile crociata tesa solo a saltare ore di scuola.
    Il preside ha fatto del suo meglio per metterci nella posizione di prendere seri provvedimenti, da me però non contemplati: uno per tutti, l'occupazione.
    Branchi d'invasati urlavano senza nemmeno capire il perchè.
    Si è fatta strada così l'idea malata che l'unica soluzione fosse occupare l'istituto.
    Guardavo esterrefatto gruppi di piccoli nanetti che non volevano sentire ragioni, il loro coro era "Cazzo occupiamo! Occupiamo cazzo! Cazzo occupiamo", mentre le povere ragazze, candidate alla rappresentanza dell'istituto, cercavano in ogni modo di riportarli alla ragione.
    Qui me ne sono andato, ho pensato che per la mia, ma soprattutto per la loro, salute era meglio che levassi le tende.
    Francamente temo che si sia perso di vista il nostro vero obiettivo: non è il preside che dobbiamo combattere, nonostante le sue abissali fesserie, ma quest' assurda legge.