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Erigoooooo's spacesriflessioni di una mente (quasi) malata... |
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November 07 Video: un uomo da amareTravaglio, annozero 6\11\08 America v.s. Italia Introduzione di "Annozero" del 6 novembre, con Marco Travaglio: meraviglioso; da vedere da l'inizio alla fine.
Lascio a voi i commenti... L'unica cosa, tornando brevemente sulle elezioni americane, mi volevo complimentare con Mc. Cain per la sua dignitosa uscita di scena; scene che in Italia non vedremo mai. La diplomazia, come la cavalleria, è morta. November 06 Videogame: focus on...nikopol
Lo scenario è una Parigi alla George Orwell's 1984 o, se preferite, alla Blade Runner. La nostra avventura inizia. Immediatamente ti ritrovi catapultato in questo inquietante universo, braccato da viscide creature, divinia' egizie e improbabili personaggi (pochissimi) senza sapere il perchè. Si ha decisamente una sensazione di smarrimento, della serie: ma cosa sto facendoe perchè?. Il gioco, nasce da una trilogioa di fumetti ( Nikopol, appunto, di Enki Bilal) e un film ( "Immortal ad vitam" dello stesso Bilal) rimasto quasi invisibile in italia, stando così la faccenda è immediatamente compresibile che il gioco fosse destinato al pubblico del fumetto e del film, gli altri? Nulla. Infatti per me, estraneo al fumetto e al lungometraggio, è stata un'impresa quasi impossibile lasciarmi coinvolgere dalla realta' del gioco a me totalmente estranea. Il gioco si salva in parte con grafica ( ottima) e audio (buono, ma pessimo il doppiaggio). La grafica, c'era d'aspettarselo, impeccabile, l'audio buono ( non esageriamo); ma il doppiaggio e' a dir poco aberrante: il personaggio principale e' interpretato in un modo forzatissimo, estramamente convinto: non parla, ma spara sentenze a raffica ( una è per esempio la paradossale "scordatelo" quando provi a fargli compiere un'azione; "scordatelo"? cioe' lui sa che lo sto comandando?). Le voci degli altri personaggi sembrano addirittura essere state create con programmi di sintetizzazione vocale, per quanto sono distorte e terribilmente orecchiabili. Tornando velocemente sulla grafica, da notare, le, brevi ma ottime, cut-scenes, realizzate alla fumetto. Non si può negare che il gioco non sia coinvolgente, ma cavolate quali insensate "action-scene" ( per esempio quando la flaccidosa creatura tenta d'arrestari) nelle quali PER FORZA si muore, risolvendole solo dopo 3\4 tentativi. Non riesco proprio a capire la neccisita' di queste scene: ti obbligano a ripetere all'infinito diverse azioni e a subire i classici cliche da videogames quali per esempio, la classica schermata rossa con "AAHAHAHH". Dove sta la necessita' di queste scene? Per non parlare poi dello scenario pervaso d'angoscia e inquietudine presente ormai in ogni aventura grafica. Eh Basta! Per quanto riguarda i vari enigmi nuova lacuna: se ne salvano pochissimi, gli altri sono il massimo della semplicita' e della banalita' ( per esmpio come raccogliere le chiavi dalla parte opposta della porta, CLASSICO. Ricordate "post mortem"? stessa roba!) La longevita' del gioco è a dir poco ridicola. La giocabilita' in confronto è alquanto soddisfacente: essenziale, menù originale, inventario intuitivo e cursori ben funzionanti ( ricordate la tragedia cursori in "Paradise"?). Facciamo un riassunto...
November 05 ...and the winner is??e Barack ce l'ha fa... Dopo una lunga notte, per noi europei, di grandi tensioni, finalmente si sa chi è il nuovo presidente degli stati uniti: Barack Obama. Ecco il discorso del neo-presidente fatto a Chicago dopo la lieta notizia:
Wow... November 04 Riflessioni semiserieLa pioggia Odio la pioggia. Cade giù, leggera o pesante che sia, fregandosene di tutto e tutti. Non sai che fare, non hai controllo, nemmeno Giuliacci ce l'ha, non ti resta che rimaner lì a vederla cader giù. Parliamo di tutti i problemi che poi porta: freddo e immancabilmente la magica rottura del tuo ombrello, ritrovandoti poi ripudiato da tua madre quando al rientro in casa sei zuppo dalla testa ai piedi, proprio mentre nelle tue scarpe stanno già inaugurando la succursale dell'acqurio di Genova. Poi vediamo, il traffico, diventa una cosa insostenibile... Non ho ancora accettato il fatto che quando piove debba arrivare a casa alle tre un quarto rispetto al solite 2 e mezzo; le conseguenze?
Questi sono solo alcuni dei problemi, effettivamente i più frivoli, ma pensiamo seriamente a quanto una giornata d'acqua e di buio totale influisca su di noi; arrivi a casa, dopo lavoro o scuola e l'oscurità regna già, è praticamente già notte, immaginiamoci a quel punto quanto la nostra voglia di vivere spumeggi briosa alla previsione di una triste, buia e fredda giornata costretto tra le strette mura domestiche, ammesso e non concesso che tu sia stato in grado di superare il percorso asciugante di mamma. November 03 Pomeriggio a teatroPassaggio in India Premettendo che la mia conoscenza in materia di "teaatro di prosa" è alquanto lacunosa, le mie esperienze in questo campo si possono contare sulle dita di una mano, anzi su un dito solo, mi scuso per eventuali castronerie che potrei lasciarmi sfuggire. "Passaggio in India", tratto dal romanzo di E.M. Forster, racconta le vicende di alcuni coloni inglesi immersi nel mondo e nella cultura indiana. Ma quando il dottor Aziz porta alcuni suoi "amici" coloni a visitare delle grotte succede l'inimmaginabile. Improvvisamente miss Quested scappa dalla grotta dove l'indiano l'aveva condotta. Immediatamente il dottor Aziz viene accusato di violenze sulla signorina Quested. La trama è facilmente riassumibile nei pochi righi "sopra", nonostante a questa si affiancano altri numerosi temi: uno per tutti, il, difficile, rapporto tra Inglesi e Indiani durante la colonizzazione. Durante la rappresentazione teatrale non si può comunque non provare un forte senso di smarrimento, soprattuto nella parte centrale della rappresentazione; infatti, come nel romanzo, non viene mai mostrato cosa awiene veramente nella grotta. Tutto viene lasciato all'immaginazione dello spettatore\lettore. Il tutto si fa ancora più complicato quando miss Quested inizia accusare danni subiti da una eco all'interno della grotta; il tema della eco è molto forte, ma rimane sospeso, senza spiegazioni precise. Per quanto riguarda più da vicino la rappresentazione teatrale, gli attori hanno dawero dato il meglio di loro stessi, la scenografia, sia pur essa molto essenziale, efficace e interessante e la regia attenta e ben realizzata. L'unica critica che mi sento di muovere riguarda la recitazione che spesso sembrava troppo convinta e un po' forzata. Tirando le somme la rappresentazione è di altissima qualità, anche se a volte riesce a scivolare in un umorismo veramente scontato e in alcuni brevi momenti decisamente "morti". |
Qualunque cosa che tu hai da dire... dilla sempre!
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