Enrico's profileErigoooooo's spacesPhotosBlogListsMore Tools Help

Erigoooooo's spaces

riflessioni di una mente (quasi) malata...
Loading...

Enrico Nesi

BlogItalia.it - La directory italiana dei blog
Prato Caffè Feste , serate ed eventi...a Prato e dintorni ! http://www.pratocaffe.net/

google

Loading...
November 07

Video: un uomo da amare

Travaglio, annozero 6\11\08

America v.s. Italia

Introduzione di "Annozero" del 6 novembre, con Marco Travaglio: meraviglioso; da vedere da l'inizio alla fine.

 

 

Lascio a voi i commenti...

L'unica cosa, tornando brevemente sulle elezioni americane, mi volevo complimentare con Mc. Cain per la sua dignitosa uscita di scena; scene che in Italia non vedremo mai. La diplomazia, come la cavalleria, è morta.

November 06

Videogame: focus on...

nikopol

2470-nikopol-secrets-of-the-immortals Ultima fatica della "White birds", Nikopol riesce a farsi notare solo a causa di quanto sia triste il panorama delle avventure grafiche in questo momento; possiamo definire questo punta-e-clicca "il male minore".

Lo scenario è una Parigi alla George Orwell's 1984 o, se preferite, alla Blade Runner.

La nostra avventura inizia. Immediatamente ti ritrovi catapultato in questo inquietante universo, braccato da viscide creature, divinia' egizie e improbabili personaggi (pochissimi) senza sapere il perchè. Si ha decisamente una sensazione di smarrimento, della serie: ma cosa sto facendoe perchè?. Il gioco, nasce da una trilogioa di fumetti ( Nikopol, appunto, di Enki Bilal) e un film ( "Immortal ad vitam" dello stesso Bilal) rimasto quasi invisibile in italia, stando così la faccenda è immediatamente compresibile  che il gioco fosse destinato al pubblico del fumetto e del film, gli altri? Nulla. Infatti per me, estraneo al fumetto e al lungometraggio, è stata un'impresa quasi impossibile lasciarmi coinvolgere dalla realta' del gioco a me totalmente estranea.

Il gioco si salva in parte con grafica ( ottima) e audio (buono, ma pessimo il doppiaggio). La grafica, c'era d'aspettarselo, impeccabile, l'audio buono ( non esageriamo); ma il doppiaggio e' a dir poco aberrante: il personaggio principale e' interpretato in un modo forzatissimo, estramamente convinto: non parla, ma spara sentenze a raffica ( una è per esempio la paradossale "scordatelo" quando provi a fargli compiere un'azione; "scordatelo"? cioe' lui sa che lo sto comandando?). Le voci degli altri personaggi sembrano addirittura essere state create con programmi di sintetizzazione vocale, per quanto sono distorte e terribilmente orecchiabili. Tornando velocemente sulla grafica, da notare, le, brevi ma ottime, cut-scenes, realizzate alla fumetto.

Non si può  negare che il gioco non sia coinvolgente, ma cavolate quali insensate "action-scene" ( per esempio quando la flaccidosa creatura tenta d'arrestari) nelle quali PER FORZA si muore, risolvendole solo dopo 3\4 tentativi. Non riesco proprio a capire la neccisita' di queste scene: ti obbligano a ripetere all'infinito diverse azioni e a subire i classici cliche da videogames quali per esempio, la classica schermata rossa con "AAHAHAHH". Dove sta la necessita' di queste scene? Per non parlare poi dello scenario pervaso d'angoscia e inquietudine presente ormai in ogni aventura grafica. Eh Basta!

Per quanto riguarda i vari enigmi nuova lacuna: se ne salvano pochissimi, gli altri sono il massimo della semplicita' e della banalita' ( per esmpio come raccogliere le chiavi dalla parte opposta della porta, CLASSICO. Ricordate "post mortem"? stessa roba!)

La longevita' del gioco è a dir poco ridicola.

La giocabilita' in confronto è alquanto soddisfacente: essenziale, menù originale, inventario intuitivo e cursori ben funzionanti ( ricordate la tragedia cursori in "Paradise"?).

Facciamo un riassunto...

PRO

CONTRO

  • Grafica
  • Audio
  • Giocabilità
  • ALCUNI engmi divertenti e ben fatti
  • Scarso coinvogimento
  • Storia vacillante in numerosi punti
  • Azioni insensate
  • Action-scene senza alcun senso
  • Doppiaggio
  • Longevità
  • Pochissimi personaggi

mi fermo qua per non infierire troppo!

November 05

...and the winner is??

e Barack ce l'ha fa...

Dopo una lunga notte, per noi europei, di grandi tensioni, finalmente si sa chi è il nuovo presidente degli stati uniti: Barack Obama.

Ecco il discorso del neo-presidente fatto a Chicago dopo la lieta notizia:

Buonasera Chicago! Se c’è ancora qualcuno là fuori che dubita del fatto che l’America sia il posto dove tutto è possibile, che ancora si chiede se il sogno dei nostri Padri sia vivo oggi, che ancora si interroga sul potere della nostra democrazia, stasera ecco la risposta. E’ la risposta che hanno dato le file davanti le scuole e le chiese, mai così lunghe nella storia di questo paese, fatte da gente che ha atteso tre ore, quattro ore, molti per la prima volta nella loro vita, perché credevano che questa volta poteva essere diverso, e che la loro voce poteva essere quella differenza. E’ la risposta data da giovani e vecchi, ricchi e poveri, Democratici e Repubblicani, neri, bianchi, ispanici, asiatici, nativi americani, gay, etero, disabili e non disabili. Americani, che hanno inviato al mondo il messaggio che noi non siamo mai stati solo un insieme di individui o un insieme di stati rossi e stati blu.

Noi siamo, e sempre saremo, gli Stati Uniti d’America.

E’ la risposta che ha guidato tutti coloro ai quali per lungo tempo e da molti è stato detto: siate scettici, abbiate dubbio e paura, riguardo a quello potrà succedere! ...e li ha guidati a mettere le proprie mani sul cammino della storia per dirigerlo ancora una volta verso la speranza di un giorno migliore.

C’è voluto molto tempo, ma stasera, grazie a quello che abbiamo fatto in questa giornata, in questa elezione, in questo specifico momento, oggi il cambiamento è in America.

Poco prima, in serata, ho ricevuto una chiamata di straordinaria cortesia dal Senatore Mc. Cain.

Il Sen. Mc Cain si è battuto a lungo e con tenacia in questa campagna. E ha combattuto ancora più a lungo e con tenacia per il Paese che ama. Ha sostenuto per l’America sacrifici che molti di noi non potrebbero nemmeno immaginare. Siamo grati per il servizio reso all’America da questo leader audace e coraggioso.

Mi congratulo con lui. Mi congratulo con il Governatore Palin per ciò che sono riusciti a realizzare. E sono impaziente di lavorare con loro per rinnovare la promessa di questo Paese, nei mesi che verranno.

Voglio ringraziare il mio compagno di viaggio, un uomo che ha fatto una campagna elettorale di cuore, che ha parlato in nome degli uomini e delle donne coi quali è cresciuto per le strade di Scranton e coi quali torna in treno a casa, in Delaware: il vice presidente eletto degli Stati Uniti, Joe Biden.

E non sarei qui stanotte se non fosse stato per il sostegno incessante del migliore amico dei miei ultimi 16 anni, pilastro della nostra famiglia, amore della mia vita, la First Lady Michelle Obama.

Sasha e Malia: vi amo più di ciò che possiate immaginare; vi siete meritate il nuovo cucciolo che verrà con noi alla Casa Bianca.

E anche se non è più con noi, io so che mia nonna ci sta guardando, come ci guarda la famiglia grazie alla quale io sono ciò che sono. Mi mancano, stasera, e so che il debito che ho nei loro confronti è incommensurabile!

A mia sorella Maya, a mia sorella Alma, a tutti i miei fratelli e le mie sorelle: grazie per il sostegno che mi avete dato. Vi sono grato.

Al responsabile del mio staff elettorale, David Plouffe, taciuto eroe di questa campagna, che ha realizzato la migliore, la migliore campagna politica, penso, della storia degli Stati Uniti d’America!

Al mio capo stratega, David Axelrod che è stato mio partner in ogni passo del cammino percorso.

Alla migliore squadra elettorale mai messa assieme nella storia politica: a voi tutto ciò è dovuto, e vi sarò per sempre grato per quello che avete sacrificato per realizzarlo.

Ma al di sopra di tutto, non dimenticherò mai coloro ai quali realmente appartiene questa vittoria. Appartiene a voi! Appartiene a voi!

Non sono mai stato un candidato favorito per questa carica. Non abbiamo mai avuto né molto denaro né molto consenso. La nostra campagna non è stata ordita nelle stanze di Washington. È cominciata nei cortili di Des Moines, nei soggiorni di Concord, sotto i portici di Charleston. E’ stata fatta da uomini e donne che hanno dato quel poco che avevano da dare: 5 o 10 o 20 dollari per la causa.

Ha tratto la propria forza da quei giovani che hanno respinto il mito di una generazione apatica e hanno lasciato le proprie case e le proprie famiglie per lavori che offrivano pochi soldi e ancor meno riposo. Ha preso la propria energia da quei meno giovani che hanno sfidato il freddo gelido e il caldo bruciante per bussare alle porte di perfetti sconosciuti, e dai milioni di americani che hanno prestato la propria opera volontaria e lavorato e provato che, più di due secoli dopo, il governo delle persone, dalle persone e per le persone non è stato inghiottito dalla Terra.

Questa è la vostra vittoria!

E io so che non avete fatto tutto ciò che avete fatto per vincere un’elezione. E so che non l’avete fatto per me.

Lo avete fatto perché capite l’enormità del compito che abbiamo davanti. Perché anche se stanotte stiamo festeggiando, sappiamo bene che le sfide che ci attendono domani saranno le più importanti della nostra vita: due guerre, un pianeta in pericolo, la peggiore crisi finanziaria del secolo.

Anche se stanotte siamo qui, sappiamo che ci sono dei coraggiosi americani che si stanno svegliando nei deserti dell’Iraq e nelle montagne dell’Afghanistan per rischiare le proprie vite per noi.

Che ci sono madri e padri che resteranno svegli dopo che i loro bambini si saranno addormentati e si chiederanno come faranno con l’ipoteca o a pagare il conto del medico o a risparmiare abbastanza per l’università dei loro figli.

Ci sono nuove energie da imbrigliare, nuovi posti di lavoro da creare, nuove scuole da costruire, minacce da fronteggiare, alleanze da ricostruire.

La strada che abbiamo davanti è lunga. La salita è ripida. Potremmo non arrivarci in un anno e nemmeno in un mandato. Ma, America, non ho mai auto tanta speranza quanta ne ho stasera sul fatto che ci arriveremo! Io vi prometto che noi ci arriveremo!

Ci saranno ostacoli e false partenze. Molti non concorderanno con tutto ciò che deciderò o con le mie politiche da Presidente. E sappiamo che il governo non può risolvere ogni problema.

Ma sarò sempre onesto con voi riguardo alle sfide che dovremo affrontare. Vi ascolterò, soprattutto quando non sarete d’accordo. E, sopra ogni cosa, vi chiederò di partecipare alla ricostruzione di questa nazione, nell’unico modo in cui l’America è stata fatta per 221 anni - - edificio per edificio, mattone per mattone, mano callosa per mano callosa.

Ciò che è cominciato 21 mesi fa nel cuore dell’inverno non può terminare in questa notte d’autunno.

Questa vittoria da sola non è il cambiamento che vogliamo. E’ solo l’opportunità di realizzare quel cambiamento. E ciò non può accadere se ritorniamo indietro al modo in cui le cose erano.

Non può accadere senza di voi, senza un nuovo spirito di servizio, un nuovo spirito di sacrificio.

Dunque facciamo appello ad un nuovo spirito di patriottismo e di responsabilità, per cui ognuno di noi si rimbocchi le maniche e lavori duramente e si prenda cura non solo di sé stesso ma anche degli altri.

Ricordiamoci che se la crisi finanziaria ci ha insegnato qualcosa è che non possiamo avere un Wall Street ricco e un "Main Street" (n.d.t inteso nel senso del popolo, della gente comune) in sofferenza.

In questo paese, nasciamo e moriamo come Una Nazione, Un Popolo. Non cediamo alla tentazione di ricadere nella faziosità, nella chiusura mentale e nell’immaturità che ha avvelenato la nostra politica così a lungo.

Ricordiamoci che è stato un uomo originario di questo stato a portare per primo lo stendardo del Partito Repubblicano alla Casa Bianca, un partito fondato sui valori dell’autostima, della libertà individuale e dell’unità nazionale.

Quei valori sono valori che tutti noi condividiamo. E mentre il Partito Democratico vince un’importante elezione stanotte, noi lo facciamo con una dose di umiltà e determinazione a sanare le divisioni che hanno ostacolato il nostro progresso.

Come disse Lincoln di fronte ad una nazione ben più lacerata della nostra, noi non siamo nemici ma amici. Anche se le nostre passioni possono averci infiammato, non devono rompersi i nostri legami di affetto.

E per quegli americani il cui sostegno non ho ancora guadagnato: posso non aver vinto il vostro voto stanotte, ma sento le vostre voci, ho bisogno del vostro aiuto. E sarò anche il vostro Presidente.

E per tutti coloro che stanotte ci guardano al di là delle nostre sponde, da palazzi e parlamenti, per coloro radunati attorno alle radio negli angoli dimenticati del mondo: le nostre storie sono differenti, ma il nostro destino è comune, ed una nuova alba per una leadership americana è a portata di mano.

Wow...

November 04

Riflessioni semiserie

La pioggia

Odio la pioggia. Cade giù, leggera o pesante che sia, fregandosene di tutto e tutti. Non sai che fare, non hai controllo, nemmeno Giuliacci ce l'ha, non ti resta che rimaner lì a vederla cader giù. Parliamo di tutti i problemi che poi porta: freddo  e immancabilmente la magica rottura del tuo ombrello, ritrovandoti poi ripudiato da tua madre quando al rientro in casa sei zuppo dalla testa ai piedi, proprio mentre nelle tue scarpe stanno già inaugurando la succursale dell'acqurio di Genova. Poi vediamo, il traffico, diventa una cosa insostenibile... Non ho ancora accettato il fatto che quando piove debba arrivare a casa alle tre un quarto rispetto al solite 2 e mezzo; le conseguenze?

  1. perdo i Simpson
  2. devo passare almeno un'ora in un percorso di tappeti, tappetini, ciabatte, asciugacapelli, pigiami prefissato dettagliatamente dall'arrabbiatissima mamma, che al primo sbuffo è già pronta a esiliarti gocciolante sul pianerottolo di casa.

Questi sono solo alcuni dei problemi, effettivamente i più frivoli, ma pensiamo seriamente a quanto una giornata d'acqua e di buio totale influisca su di noi; arrivi a casa, dopo lavoro o scuola e l'oscurità regna già, è praticamente già notte, immaginiamoci a quel punto quanto la nostra voglia di vivere spumeggi briosa alla previsione di una triste, buia e fredda giornata costretto tra le strette mura domestiche, ammesso e non concesso che tu sia stato in grado di superare il percorso asciugante di mamma.

November 03

Pomeriggio a teatro

Passaggio in India

Premettendo che la mia conoscenza in materia di "teaatro di prosa" è alquanto lacunosa, le mie esperienze in questo campo si possono contare sulle dita di una mano, anzi su un dito solo, mi scuso per eventuali castronerie che potrei lasciarmi sfuggire.

"Passaggio in India", tratto dal romanzo di E.M. Forster, racconta le vicende di alcuni coloni inglesi immersi nel mondo e nella cultura indiana. Ma quando il dottor Aziz porta alcuni suoi "amici" coloni a visitare delle grotte succede l'inimmaginabile. Improvvisamente miss Quested scappa dalla grotta dove l'indiano l'aveva condotta. Immediatamente il dottor Aziz viene accusato di violenze sulla signorina Quested.

La trama è facilmente riassumibile nei pochi righi "sopra", nonostante a questa si affiancano altri numerosi temi: uno per tutti, il, difficile, rapporto tra Inglesi e Indiani durante la colonizzazione.

Durante la rappresentazione teatrale non si può comunque non provare un forte senso di smarrimento, soprattuto nella parte centrale della rappresentazione; infatti, come nel romanzo, non viene mai mostrato cosa awiene veramente nella grotta. Tutto viene lasciato all'immaginazione dello spettatore\lettore. Il tutto si fa ancora più complicato quando miss Quested inizia accusare danni subiti da una eco all'interno della grotta; il tema della eco è molto forte, ma rimane sospeso, senza spiegazioni precise.

Per quanto riguarda più da vicino la rappresentazione teatrale, gli attori hanno dawero dato il meglio di loro stessi, la scenografia, sia pur essa molto essenziale, efficace e interessante e la regia attenta e ben realizzata. L'unica critica che mi sento di muovere riguarda la recitazione che spesso sembrava troppo convinta e un po' forzata. Tirando le somme la rappresentazione è di altissima qualità, anche se a volte riesce a scivolare in un umorismo veramente scontato e in alcuni brevi momenti decisamente "morti".

 
Loading...
 
Photo 1 of 14
 
Qualunque cosa che tu hai da dire... dilla sempre!
Please wait...
Sorry, the comment you entered is too long. Please shorten it.
You didn't enter anything. Please try again.
Sorry, we can't add your comment right now. Please try again later.
To add a comment, you need permission from your parent. Ask for permission
Your parent has turned off comments.
Sorry, we can't delete your comment right now. Please try again later.
You've exceeded the maximum number of comments that can be left in one day. Please try again in 24 hours.
Your account has had the ability to leave comments disabled because our systems indicate that you may be spamming other users. If you believe that your account has been disabled in error please contact Windows Live support.
Complete the security check below to finish leaving your comment.
The characters you type in the security check must match the characters in the picture or audio.
Elisawrote:
Noooo.. :) finalmente anche Ikooo ha uno spaces... :) Bravo!!! così si fa!
Ti voglio bene... Ely
Oct. 16
Leo Boniwrote:
Hola ico...car
Oct. 16